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lunedì 6 ottobre 2014

WCM WineCitiesMarathon, finisher

Scommessa, follia, sfida, promessa... non so come definire la decisione presa di correre nuovamente la signora Maratona. Per la 14a volta sorrido, emozionata, con un'originale (a parer mio davvero kitch) medaglia al collo, orgogliosa nonostante tutto... 

Scrivere questo post non è semplice... ricordo tre o quattro anni fa quando annunciavo la maratona, commentavo i miei allenamenti, poi la descrivevo in ogni suo particolare, raccontavo le sensazioni, le aspettative le delusioni...  Stasera mi sembra di non farcela, trovo complicato districare le tante emozioni e pensieri che affollano la mente. proverò a rispondere sinteticamente a domande... quelle che ci si fa quando si scrive un resoconto... 

CHI - pettorale 99, Agnese, finisher
CHE COSA - 14a Maratona
QUALE - La Wine Cities Marathon
QUANDO -  Domenica 5 ottobre 2014
DOVE - partenza e arrivo a Corno di Rosazzo, Udine. 
COME - assieme al tutore (al braccio) e al tutor  (pacer) 
PERCHE' - ... a questa domanda faccio a fatica a rispondere, perché è difficile trovare una motivazione che tenga, quando 
- ti alleni pochissimo
- sai esattamente che correrai oltre le cinque ore
- sai esattamente che potresti trovarti nelle condizioni di doverti ritirare
- conosci perfettamente i tuoi limiti, cioè una mezza decente e l'altra da schifo
- sai che il giorno dopo sarà dura (oltre alle lezioni un consiglio di classe, qualche ora di volontariato... impossibile o quasi sgranchirsi le gambe) 
- sai che chi ti vede alla partenza si chiede "ma allora corre ancora?", oppure "ma si allena?"... 
in realtà spiegare il perché non ha proprio senso, ma un perché ce l'ho, ed è sempre lo stesso fin dalla primissima maratona... provare l'emozione dell'arrivo, dopo tanta strada, tanti pensieri, tante chiacchiere, tanta fatica, ma senza aver mai pensato di mollare, che è un po' la mia filosofia di vita. Inoltre la maratoneta che è in me non vuole sparire, anzi ora sta riemergendo con tutta la sua forza e sicuramente la lascerò libera di sperimentare ancora, per me stessa, magari riprendendo con allenamenti più seri e mirati... 

Qualche dettaglio... 
- ho usato un altro tipo di scarpa, non più per pronatori, ma neutra, e di questo ringrazio il mio osteopata che mi sta seguendo per la postura 
- ho provato l'abbigliamento a compressione, calzini e pantaloncini  (ringrazio chi mi ha prestato i calzoncini): è tutto un altro correre
- ho corso con un tutore al polso, conseguenza della  brutta caduta dalla bici tre settimane fa... fastidioso davvero... non sembrava così pesante alla partenza!
- nessun integratore, mi fanno male... 
- dolori del giorno dopo... tollerabili :-) anche se è tutto rallentato!

arrivata in fondo alla maratona e al post, mancano solo i ringraziamenti... 
- al pacer, che ha pazientemente corso piano con me
- all'organizzazione, era tutto organizzato benissimo

un saluto particolare a Marina, sempre presente nelle mie corse... 
un pensiero per Tommi, che da lassù ci guarda e un abbraccio a Milli... 

la prossima? ci sto pensando
Buone corse!
Take care!!














mercoledì 7 maggio 2014

una follia di 42,195 km... Trieste 2014

Nulla era certo alla partenza, solo una strategia fatta di  piccoli obiettivi intermedi, dopo i quali... l'arrivo. Così è stato. 

Maratona di Trieste, FINISHER.  
Dopo 2 anni e 4 mesi di nuovo maratoneta. 

Difficile raccogliere e descrivere le sensazioni, e soprattutto spiegare il motivo per cui mi sono buttata in un'avventura così impegnativa. Ma... La Maratona "chiamava" da tempo, ho risposto e l'ho rispettata passo dopo passo fino alla fine. 
Un passo costante un continuo chiacchierare di cose importanti di sciocchezze di tutto e di nulla con chi mi accompagnava, un clima ideale soleggiato e fresco una location favolosa: non potevo chiedere di più per un percorso abbastanza impegnativo... niente obiettivi di tempo, naturalmente, solo voglia di farcela. Nessun trauma fisico, nessun problema... fino ad arrivare a... a quegli attimi di intensa emozione che si provano all'arrivo e che hanno ampiamente ripagato la pazienza con cui  ho atteso questo momento.


 

Buone Corse!
Take Care!!!




martedì 13 dicembre 2011

Reggio Emilia, finisher

Un titolo che non è scontato, date le premesse. 
Un tempo finale che sembra un'eternità per chi corre davvero. 
Ma tutto questo non nasconde la grande emozione che mi ha lasciato questa maratona, l'undicesima in tutto la sesta quest'anno.
Se Berlino è stata la più mentale, questa è stata la più passionale, sofferta e voluta a tutti i costi.

Scriverò a ruota libera, perdonatemi... quindi non sarà un resoconto cronologico, ma solo l'espressione di qualche sensazione provata (solo la punta dell'iceberg), perché non è facile tradurre in parole emozioni forti che tuttora permangono nella mia mente e soprattutto nel mio cuore. 

Inizio la corsa seguendo i palloncini verdi di Alina & co. pacer delle 4ore e 30... sono contenta, i pacer sono accattivanti, simpatici, Alina è una forza... li seguo solo per la prima parte... 

... in termini di difficoltà': un fastidioso mal di schiena improvviso al 15° km cammino un breve tratto facendo piegamenti e stretching e passa.... continuo a star dietro ai palloncini, ma inesorabilmente li perdo di vista dopo la mezza. Al 23° primo bus navetta (scopa) non penso di prenderlo, ce la faccio ancora; arrivo al 30°, corro pianissimo, le forze vanno dosate, ma anche lì ignoro il bus scopa (penso: hai fatto il Passatore, non esiste che tu salga lì sopra) e con un sorriso saluto gli addetti.... le difficoltà mi rendo conto sono legate al poco allenamento e all'incapacità del mio fisico di recuperare, questo ormai lo so bene. Ci lavorerò su. 

... in termini di sensazioni, idee... ero partita con l'idea di abbandonare alla prima difficoltà per non aggravare eventuali malesseri,  ma appena iniziata la maratona vera e propria al 30° ho capito che la distanza non mi spaventava, che ce la potevo fare nonostante tutto, che non potevo abbandonare... Ho riflettuto su quanto mi piace correre sentire i miei passi il mio respiro e respirare la mia fatica per trasformarla in energia disponibile subito; ho pensato che se ora il mio corpo mi sta dando questi segnali chiari e forti, segnali che chiedono riposo, forse mi sta dicendo che se voglio provare ancora tutto questo devo obbedire... ma come decidevo di dire, ok, smetto di correre per un po', mi riposo, ecco che tuona la Doublea-runner risentita... insomma pensieri amletici difficili e non risolvibili al momento, ma che mi hanno portata a raggiungere la finish line.... 

... incontro Vittorio, al 31 o 32 non ricordo bene, e con lui arrivo al traguardo, con la bandiera italiana e tanta felicità... Rivivo i momenti della 50km di Romagna, ripetiamo l'arrivo in compagnia, è stato emozionante. 

All'arrivo vedo Filippo, poi Marina, la medaglia, l'asciugamano, le foto, il ristoro, Luisa, Antonio... l'emozione è fortissima, ancora non riesco ad esprimerla. 

Un ultimo pensiero... la parola abbandonare (utilizzata prima) mi fa venire in mente una cosa che forse non ho mai sottolineato, cioè il costo di una maratona per me, non in termini di quanto spendo in denaro per il viaggio, l'alloggio, il pettorale, ma per quanto costa a livello mentale per me organizzare la mia famiglia, il mio tempo, il tempo di chi mi aiuta, le attività dei bimbi mentre sono fuori... Abbandonare (a meno di disturbi di salute o incidenti e infortuni) ha il senso di tradire tutto questo, quindi per me non esiste... ecco il motivo per cui mai lo farò... never give up... 

Ora mi concedo un periodo di riposo, non ho nessuna iscrizione, nessun impegno. Dicono mi farà bene, io sono fiduciosa. 

Take care!!
Buone corse!!


giovedì 8 dicembre 2011

F213; Reggio Emilia, una maratona...

... da pensare.
Mettendo sulla bilancia i PRO e i CONTRO, sicuramente i contro pesano di più. Il contro maggiore è l'allenamento che potrei definire, da insegnante, molto settoriale e poco approfondito, per nulla creativo e soprattutto non adeguato alla performance da affrontare. Di fronte a questo e a una situazione di non corsa piuttosto impegnativa, spesso demotivante e problematica, piena di imprevisti più o meno gravi di cui ho velatamente parlato, forse dovrei abbandonare l'idea. I presupposti ci sono tutti, qualcuno mi ha detto "ma ti cambia la vita non andarci?". Non ho saputo rispondere, è stata una domanda a tradimento, di quelle che ti arrivano come una pugnalata nella schiena... poi ho risposto a me stessa... si mi cambia qualcosa non andarci... La corro non la corro...
Non lo decido ora, andrò a Reggio Emilia. Ci sarà il rito del ritiro pettorale. Ci sarà il rito della vestizione. Ci saranno Alina, Filippo, Antonio, Marina, Vittorio.... solo per citarne alcuni (gli altri non se ne abbiano a male...)...
E sicuramente ci proverò, conscia che per la prima volta potrei anche prendere il fatidico/famigerato bus scopa per rientrare e aspettare gli altri.
In ogni caso staccare una giornata, incontrare amici vecchi e nuovi, "respirare" il clima della maratona sarà una bella cosa, rigenerante e motivante. Anche questo fa parte della corsa.

Che dire... che il non corsa ... rallenti il ritmo e mi lasci correre!!

Take care!
Buone corse!!!

martedì 27 settembre 2011

la più mentale, la più significativa... Berlino

"Alzo lo sguardo, la porta di Brandeburgo davanti, maestosa, la quadriga ad osservare il fiume unano che la attraversa. L'attraverso anch'io, il cuore batte a mille, la folla urla, partecipa e incita. Bravo. Super. Vedo il cartello del km 42..." con queste parole commentavo lo scorso anno l'arrivo della Maratona di Berlino, consapevole di aver corso bene, molto bene... 
Quest'anno vedo la porta di Brandeburgo, di nuovo,  nel sole di una stupenda mattinata, alla fine di una delle più mentali delle mie maratone...  la vedo e la commozione è fortissima... la vedo e mando un pensiero ai miei figli,  Alessia,  Guglielmo... ecco fra poco arriva la Vostra medaglia, ho corso per voi. E assieme a questo pensiero un altro, il solito dopo tutte le maratona, comunque vadano:  ... ce l'ho fatta anche questa volta, nonostante... ora posso pensare alla prossima (?)... 
Quest'anno parto dal settore G, quindi ho la possibilità di partire a 15 minuti dallo sparo, ma so che questo non farà la minima differenza su una prestazione che già so, prima di partire, sarà poco brillante. La partenza in mezzo ad un mare di runners è un'esperienza bellissima, ci si sente realmente una goccia in un oceano di runners, ma una goccia che come tutte le altre si porta dietro il proprio carico di coraggio, di volontà, di umiltà, di sofferenza, di gioia.  Leggo sulle canotte dei runners che mi stanno davanti tante scritte, che nascondono tante storie, osservo le provenienze di questi runners: tantissimi danesi, brasiliani, anche giapponesi, messicani, molti dalla Repubblica del Sud Africa, nonchè inglesi, spagnoli, francesi, americani, svedesi, sloveni, polacchi, italiani ... insomma un crogiolo di nazionalità che rende questa maratona davvero grande e interculturale. Ogni tanto scambio qualche parola... e  intanto corro e al ... 
... km 10: arrivo in buone condizioni, so che non ho forzato e preferisco continuare così...
... Mezza: sono ancora in buone condizioni, le gambe vanno bene, continuo...
... km 30: il tempo al km 30 mi dà la certezza che sarei arrivata con un tempo ben oltre il mio standard dell'anno scorso, quindi accetto questo limite e proseguo. 
... km 40: le previsioni si avverano, un sospiro di sollievo per esserci arrivata,  e un altro di rassegnazione per la performance
... km 41: svolta a sinistra, vedo la porta di Brandeburgo, stavolta non guardo l'orologio, so come andrà a finire... 
Eppure l'emozione di passare sotto quella porta, simbolo di libertà, e correre a tutta gli ultimi metri è sempre grande e sempre diversa, ripaga, ripaga tutto;  
... La medaglia, simbolo della propria personale rivincita o vittoria o soddisfazione... una conquista a suggello di tutte le fatiche, i pensieri, il sudore, gli allenamenti...  
Posso dire "si, c'ero anche io"... 
Ma dopo questa maratona, che è la decima in assoluto, la quinta dell'anno oltre a 3 ultra-maratone, ho deciso di ripensare alle mie prestazioni, a come faccio sport e perchè lo faccio. 
La prima e importante considerazione, che ho scritto come commento a un amico blogger è la seguente: 

So per certo che partire consapevoli di non essere proprio pronti mette alla prova le certezze in merito a quello che vuoi ottenere. Ti basta arrivare? allora, GO!!! Vuoi una corsa di qualità? Allora pensaci. Io adesso sono in questo bivio e non sto programmando nulla perchè devo capire. Non sarà facile, la corsa è anche questo, trovare la propria dimensione, che cambia con i nostri cambiamenti nella vita, nel lavoro, nella famiglia... nulla rimane sempre uguale. 
Perchè ci sono tornata? A Berlino sono tornata perchè volevo rivedere la città, ripercorrere la maratona dello scorso anno perchè davvero è un'esperienza indimenticabile... perchè mi piace vivere e respirare l'internazionalità, poter crescere un po', confrontarmi, imparare e disimparare, migliorare e poter raccontare ai miei figli e ai mie alunni che c'è un mondo ad aspettarli... 
Inoltre, come per tutte le grandi maratone, i tempi di iscrizione sono molto in anticipo, e non si sa cosa possa accadere nel mentre... Mi sono iscritta a dicembre lo scorso anno, in perfette condizioni fisiche e mai avrei pensato di non continuare ad allenarmi come sempre, a fare tutto quello che facevo. Nuoto, corsa bici potenziamento...  Invece, così è successo: il lavoro, la famiglia e il "non-corsa" mi hanno lasciato poco tempo e soprattutto mi hanno assorbito tantissima energia a scapito della mia motivazione e forza di volontà, e non sono da dimenticare le gare lunghissime che hanno rallentato il mio passo di molto... e recentemente un brutto disturbo fisico che mi ha costretta all'antibiotico per vari giorni, a ridosso della maratona, e scelte importanti da fare, che mi hanno tenuta con il fiato sospeso fino al venerdi prima della partenza... Ma tutto questo non mi mette al riparo, non sono scuse, sono soprattutto punti da mettere sotto processo e considerare attentamente, punti da migliorare e da cui ri-partire. anzi sono tutti segnali che mi sono arrivati per dirmi di mettere ordine soprattutto nello sport, e di riprendere le cose con regolarità, di riprogrammare gli allenamenti misti così come li avevo lasciati lo scorso anno nel mese di novembre, e di fare allenamenti con cura, ripensando all'alimentazione, alle mie possibilità e ad obiettivi diversi, percorribili e ben scanditi nel tempo: le sfide ottimali che in termini "tecnici" sono quelle situazioni in cui la difficoltà del compito è tale per cui il compito viene vissuto come una sfida possibile per mostrarsi competente, cioè voglio realizzare qualcosa in una maratona, che non deve essere necessariamente il PB, ma non può essere solo finirla... perchè va a finire che dopo le 4 ore e 40 arrivo alle 4 e 50 alle 5 o oltre... e poi dico.. ma chi me lo fa fare? E... stare tante e tante ore sulle gambe non è una passeggiata, quindi è bene affrontare queste sfide con una preparazione specifica, cercando di arrivare al meglio delle proprie possibilità. 

Grazie a tutti coloro che sono stati ad ascoltare, a cercare di capire e soprattutto grazie ai miei bambini a cui ora dedico la maratona. 

P.s. 
Grande Libel che ha visto premiare la propria costanza con un PB eccezionale!!
Grande Giovanni,  anche lui con un bel PB!!
Grande Antonio, di nuovo verso "under 3 hours"!!

Buone corse!
Take care!!!



domenica 8 maggio 2011

Trieste: una bella vista...

... quella del traguardo!  Portare a termine la maratona oggi ha messo alla prova la mente e il fisico... che però da bravi mi hanno portata dritti a quel traguardo, dopo tanto sole, tanta fatica, tanti pensieri, tanti battiti di cuore. Ma mi hanno portata al traguardo anche persone che hanno corso con me e che ringrazio subito, di alcune non conosco il nome, i pacer, Eliana, lassù dal 26° km, e Dusan, maratoneta sloveno che mi ha traghettata dal 30° al 40°, sparendo poi in progressione... 
                   Tornando alla gara, la partecipazione alla lunga distanza oggi è stata in dubbio fino all'ultimo, un po' perchè correre un'altra maratona a 14 giorni dalla 50km mi spaventava (ma lo posso fare? sarà un bene?), e poi perchè i tempi di recupero sono comunque da rispettare. Ma la voglia di rifarla, di ripercorrere un bellissimo percorso e la consapevolezza di quanta positività mi trasmette questo tipo di gara ha giocato a favore, quindi: iscritta, ottenuto pettorale, e iniziato la preparazione mentale,  fisica (questa poco perché i tempi lavorativi e familiari in quest'ultimo periodo hanno il sopravvento) e logistica. Per fortuna gioco in casa, quindi i tempi di trasferta stavolta sono marginali, sono riuscita a dormire e a partire ad ora accettabile. 
Oggi inoltre indosso la canotta sociale del CUS per la prima volta (ritirata ieri), quindi non sono più podista "anonima".  Quindi... si inizia con i riti pre-gara, bagno, un caffè in compagnia, i saluti, e l'attesa dello sparo di inizio. Parto con i pacer delle 4ore30, ma al 24°, per preservare le energie ormai consumate mi costringo a lasciarli andare e a fare da sola. Si rivela scelta saggia, il gap con cui arrivo io poi non è così frustrante... dal 26° corro con Eliana, amica maratoneta e bravissima nella corsa di montagna; stiamo assieme per qualche tempo, poi dopo una rinfrescata alla fontanella (provvidenziale con il caldo che attanagliava) riprendo a correre e la lascio. Mi raggiunge Dusan, e iniziamo a parlare in inglese... mi racconta soprattutto del Passatore, mi dà consigli preziosissimi che ora stanno nello scrigno della mia mente e che metterò sicuramente in pratica; mi spiega come affronta le maratone, l'importanza di non partire troppo veloce... what you save at the beginning will be a real help in the end... e dal 40° vola verso il traguardo, lo vedo allontanarsi; ma questo è stato un incontro davvero positivo ed edificante, un maratoneta che ha creato un gruppo sportivo per aiutare persone con problemi psicologici, di dipendenza portandoli a correre... rendendolo forti con la corsa e la perseveranza... 
...Continuo a correre e incontro un "collega" CUS con cui termino la corsa. L'arrivo, le braccia alzate, il ringraziamento del compagno di squadra che alla fine "ho trainato", la medaglia, le foto...
L'arrivo è sempre una gioia grande, e citando di nuovo Flavio "al di là del tempo, la gioia". 
Ora a qualche ora di distanza, finisher per la nona volta un po' stanca ma tutta intera, mi dico: il viaggio continua....
Take care!
Buone corse!

sabato 7 maggio 2011

waiting for Trieste Marathon -- F18

Solo un lunghissimo, ultima tappa prima del vero viaggio fra 3 settimane.
La prima maratona in cui faccio il "bis", sperando di non fare gli stessi errori dello scorso anno, di cui ricordo però paesaggi straordinari... quindi non mi resta altro che correre con il "mio" motto e senza crono...
                             "io speriamo che me la cavo"
Take care
Buone corse!

martedì 29 marzo 2011

Ferrara: maratona senza tempo

LE MURA DI FERRARA 
...quando il tempo che importa è solo quello atmosferico, allora la corsa diventa l'essenziale.

Bastano queste parole (scritte di getto la sera stessa) per sintetizzare la maratona di Ferrara di domenica scorsa. 
Si potrebbe iniziare un dibattito infinito sul senso che può avere partecipare ad una corsa del genere, impegnativa ed esigente, che non perdona se non la si rispetta, con tutto il dispendio di energie e risorse che comporta, consapevole di dover trascorrere molte ore sulle gambe, a soli 20 giorni da un'ultramaratona di 58 km e con la certezza di "fare un tempo" davvero poco edificante (trattengo il commento che è stato fatto sui miei tempi) per dirla in tutta onestà. E' una domanda che anche io mi sono posta più volte sia prima sia dopo. Prima della maratona le solite preoccupazioni e domande che si fanno sempre: ho corso, mi sono allenata abbastanza? ho recuperato quanto fatto prima? sono in grado di affrontarla? quali sono i miei obiettivi? E a queste domande si risponde solo dopo, naturalmente in relazione all'esperienza di quella specifica corsa, positiva o negativa che sia. E quindi, per venire al dunque ...sto cercando di rispondermi. I miei allenamenti negli ultimi tre mesi, subordinati ai ridotti tempi a disposizione, sono stati dedicati a fare solo lunghi e lunghissimi, piuttosto ravvicinati, con l'intenzione di stare molto tempo "sulle gambe". In quanto al recupero, il fatto di riuscire a riprendere immediatamente un ritmo lavorativo piuttosto impegnativo e gli impegni familiari e sportivi fin dal giorno successivo alla precedente gara mi permette di dire che non ci sono stati grossi problemi e che il mio fisico quindi mi ha permesso di affrontare questa successiva maratona positivamente. E l'obiettivo era fare un'altra maratona, impegnare il fisico e la mente per molte ore per prepararli ad uno sforzo ben maggiore come sicuramente sarà un'altra ultra che ho nei miei progetti. In tutto questo, ritornando al titolo del post, il riscontro cronometrico e la ricerca del personal best in questa maratona non avevano nessuna importanza... 
.... quindi sveglia presto e accidenti all'ora legale (ma solo per quel giorno e perchè ho dormito pochissimo come sempre) si parte per Ferrara con un po' di sonno, anzi tanto sonno. Solo a metà strada mi accorgo di aver lasciato a casa il Garmin, per cui so già che correrò senza riferiment, però almeno in compagnia. FERRARA: ritiro pettorale in una città piena di podisti colorati, il tempo per cambiarsi e per un veloce caffè, un saluto ai vari podisti friulani presenti e vado alla ricerca del mio "cavaliere", Andrea, con cui mi rendo conto non ho preso appuntamento in un luogo o ad un'ora precisa... Faccio affidamento alla mia memoria e ricordo il numero di pettorale che mi aveva comunicato, e finalmente lo vedo, anzi vedo qualcuno che si sbraccia dalla folla di podisti in attesa della partenza. Ciao, piacere e ... via! I km scorrono veloci, nessuno dei due ha l'orologio, quindi la corsa diventa essenziale, basta andare. Attorno a Ferrara al di là delle antiche mura c'è tanto verde, ci godiamo questo paesaggio primaverile di alberi in fiore e pieni di gemme, di sole che si fa largo e ci scalda; la corsa procede regolarmente, la quasi totale mancanza di traffico ci consente di correre con molta tranquillità. In tante ore parole a fiumi, racconti, confronti, battute... con il passare del tempo anche il caldo cominciava a farsi sentire, finalmente una maratona con il sole! ...cosa che ha lasciato il segno sul mio viso, ora infatti sfoggio la prima abbronzatura da ... maratoneta! 
Ma il vero "finalmente" è stato poter correre una maratona in compagnia, per una volta evitando di dovermi far compagnia da sola con i miei pensieri belli e brutti ma chiacchierando tutto il tempo di un'infinità di cose belle e brutte certo, ma almeno un feedback ad esse era garantito. E non è poco! Ringrazio quindi pubblicamente Andrea per la pazienza, per aver sopportato le mie chiacchiere per tanto tempo; ma soprattutto sono felice di avere tra le persone che conosco un amico di tale calibro e di aver avuto la fortuna di correre e condividere qualche ora in serenità podistica assieme a lui. 
A poca distanza dall'arrivo un piacevole tifo ad un'altra podista ci ha fatto stampare il sorriso sulle labbra, la vista del km 42 ci ha dato la sicurezza che ce l'avevamo quasi fatta, un ultimo sforzo per entrare nell'edificio del comune (piccola salitella...) e sorridenti siamo arrivati verso il traguardo, sul tappeto rosso, dove purtroppo nessuno porgeva la medaglia come in altre maratone... Mi hanno dato in mano solo la medaglia senza nastro, e questo sì, non me l'aspettavo. 
Ma nulla conta se non il fatto di aver superato questa prova, che come avevo anticipato era soprattutto un banco di prova per la mente più che per il fisico, cioè correre senza cercare il tempo, per conoscere il proprio fisico, per andare a sensazione in una distanza considerevole. E all'arrivo, dopo il ristoro dovuto... subito a pensare alla prossima, tanto per confermare la mia essenza di "maratoneta seriale" che forse molti fra coloro che leggono condividono. 
All well's well diceva un grande della letteratura inglese, quindi ... alla prossima!
Buone corse
Take care. 

PS. Un caro saluto ai bloggers  Simone e Anita che finalmente ho avuto il piacere di conoscere di persona e che spero di incontrare ad altre gare magari con più calma. 

sabato 26 marzo 2011

waiting for Ferrara Marathon -- F92

Durante queste settimane ho corso con poca frequenza, spesso lunghe distanze, a volte solo pochi km...
Ho corso per respirare, per vivere, per sopravvivere e non per allenarmi in maniera specifica, tanto meno per ottenere miglioramenti sul tempo che ahimè sarà sempre il solito (se tutto va bene) se non peggio (...). 
Allora perché affrontare un'altra maratona? In fin dei conti ho già 2 maratone, una 30 km e un'ultra alle spalle dall'inizio dell'anno, senza contare i lunghissimi in allenamento... eppure... questa, come le prossime, sarà un'altra tappa importante del mio viaggio intrapreso, e questa volta soprattutto a livello mentale. 
La novità è che la correrò in compagnia di un cavaliere, Andrea, che si è dimostrato intenzionato a correre con me (naturalmente informato dei miei tempi, e sa che se ne dovrà stare in giro quattro orette abbondanti...)... speriamo non si annoi troppo! In attesa quindi "degli eventi", sperando di ricordarmi dell'ora legale (finalmente), rispolvero il motto che ho ormai fatto "mio", e... 

io, speriamo che me la cavo

Buone corse e buona domenica di corse!!!
Take care


lunedì 21 febbraio 2011

Maratona di Verona: dal fucsia all'azzurro

... cioè dai pacer delle 4ore e 15' con i palloncini fucsia ai pacer delle 4 ore e 30' con i palloncini azzurri...
Basta questo per fornire la sintesi della mia ultima maratona ieri mattina a Verona. 
Come avevo già anticipato questa maratona è una tappa verso corse più lunghe ed impegnative, pertanto non doveva essere affrontata con l'obiettivo del tempo, tuttavia... la tentazione di stare dietro ai pacer delle 4,15 è stata forte e, sbagliando strategia, questo è sicuro, ci ho provato. Mea culpa
La prima parte della gara, e fino al km 30, mi ha visto correre con regolarità, anche se fin dal 28° ho avvertito gli stessi disagi, purtroppo ben noti, già provati al 35° durante la maratona di Treviso, lo scorso anno... dolori all'inguine e crampi all'intestino... situazione che mi ha messo notevolmente a disagio e che non avrei mai più voluto provare. Ma... Mentre correvo con un'andatura un po' anomala (forse per quello oggi ho una forte infiammazione tibiale e dolori l ginocchio destro) a causa dei crampi che ogni tanto tornavano pensavo alla causa di questo problema: so che il gel mi fa male, quindi niente gel; so che le barrette mi fanno male, quindi niente barrette; dalla partenza ho preso solo un po' d'acqua al quinto km (come a Treviso), purtroppo acqua troppo fredda... e solo tè e banane (gelide) quando c'erano. L'unica cosa che ho preso oltre a quelle elencate solo le pastiglie di E@@@@@it. Che mi abbiano fatto male quelle? Oppure l'acqua e le banane fredde? Con questi pensieri, e molto contrariata per il disturbo, nonchè sofferente per lo stesso, affronto gli ultimi 12 km, un percorso cittadino piuttosto pesante con molte curve nervose, salitelle, ponti, mi sembrava di tornare sempre sullo stesso ponte... ormai i palloncini fucsia erano spariti da molto davanti a me, e dietro di me sentivo arrivare gruppi numerosi... il primo era un gruppo di magliette rosa, che mi supera (a me sembrava a velocità folle...) il secondo, ahimè, il gruppo dei pacer delle 4,30. Uno scatto di orgoglio, di dignità... mi aggrego a loro per "salvare il salvabile" cioè per riuscire ad arrivare almeno con il tempo della prima maratona... sono stati i 2 km più difficili durante i quali però non ero affranta o triste, si era risvegliata la "maratoneta" concentrata a far funzionare il sistema-corsa, quella sinergia necessaria per poter continuare a spendere energia anche dopo 39-40km sofferti come sono stati i miei. Grazie ai pacer la mia andatura ha ripreso ritmo accettabile, una foto che mi è stata scattata mi ritrae addirittura in spinta... 

Poco mi colpisce il passaggio all'interno dell'Arena, non fosse altro per aver sentito annunciare il mio nome dallo speaker, e perchè sapevo che mancava davvero poco... poi l'allungo finale ed era finita. Sorrido. Sorrido all'addetto che toglie i chip, sorrido alla ragazza che mi mette la medaglia e mi avvio incerta verso l'uscita dove... con grande gioia e sorpresa trovo mio figlio ad aspettarmi. 




L'emozione è tanta, mettergli la mia medaglia al collo per farlo partecipe di questa maratona lo ha commosso... Sono stati momenti intensi, in cui la mia felicità di finisher è stata condivisa con una persona importantissima, non mi era mai successo prima.


Ora a freddo so di aver sbagliato a voler stare dietro ai pacer delle 4ore e 15 perché non mi sto allenando per migliorare il tempo ma per macinare kilometri, quindi ogni maratona d'ora in poi verrà affrontata con questa filosofia, però non nego, sono umana... mi sarebbe piaciuto rimanere attorno al mio standard delle 4,20. Tuttavia, mentre vedevo quei palloncini allontanarsi e in qualche modo vedevo sfumare una specie di recondito desiderio... mai, mai mi sono dispiaciuta, innervosita, alterata o mi sono sentita inadeguata (magari un pochino idiota si... ma in maniera contenuta...); mi sentivo soprattutto una persona che continuava a correre, che si sentiva correre e per la quale  solo portare a termine la corsa era importante.  Il tempo, come dico sempre a tutti, è solo un numero e al di là del tempo c'è una gioia grande ad attendere qualunque finisher. 
Altro punto negativo e molto problematico da risolvere è questo inconveniente che si presenta con ogni tipo di integratore, probabilmente d'ora in poi non ne prenderò più, tanto che anche in allenamento, anche lunghissimo, me faccio spesso a meno. Vedremo come andrà la prossima gara lunga, durante la quale mi affiderò solo ai ristori e all'acqua che mi porterò dietro. 
E... con questa maratona le mie scarpe Saucony Triumph 6 verranno dismesse e recesse al rango di scarpe da passeggiata/camminata; probabilmente proverò qualcosa di maggiormente protettivo per i molti kilometri che andrò ad affrontare non a passo veloce. 
Ultimo pensiero solo in ordine di sequenza ma non di importanza, grazie a tutte le persone che mi sono state vicino in questo weekend di corsa: 
Franco e Marcella per l'ospitalità e il babysitting: assolutamente impagabili!
Vittorio e co. per la seppur breve compagnia prima della partenza, durante la quale si commentava che questa malattia della corsa ci porterà a condividere altre gare di vari tipi e lunghezze...
Anna, che ho visto prima della partenza e dopo l'arrivo, che con le sue parole mi rincuora sempre...
Sabrina, che ho conosciuto al Brembo e che ha corso con me per qualche kilometro e che poi ha letteralmente volato verso un meritatissimo PB... bravissima! 
E tutti coloro che ho incontrato, Fatdaddy, Andreazan (al blogpoint), Rosalba, Silvana, Gian Piero, Amedeo e forse altri che spero non me ne vogliano se non li ho citati!!! 
Buone corse!

sabato 19 febbraio 2011

waiting for--Verona Marathon F518


Qualche pensiero prima di questo importante appuntamento di domenica a Verona. Mi appresto ad affrontare questa corsa con molta umiltà, ben sapendo che non ci saranno risultati eccezionali, ma che si tratta di una tappa del mio lungo viaggio di corsa che ho intrapreso con la mia prima Ultramaratona, nell'ottobre scorso. Un viaggio che mi porterà in molti posti a correre molte corse più o meno lunghe. Un viaggio di vita. Circondata da tanti podisti, ognuno con la propria storia, il proprio coraggio, la propria sfida... 

Buone corse a tutti, porterò con me e correrò per chi non lo può fare. 
"Io, speriamo che me la cavo"

sabato 8 gennaio 2011

un fuori programma, Maratona sul Brembo

Una maratona a dir poco "improvvisata", sicuramente fuori programma, e soprattutto fuori mano. 
Per varie circostanze il 4 gennaio mi devo trovare a Verona, da qualche parte la mia mente ha memorizzato l'esistenza di questa maratona del 6 Gennaio.... Google Maps ha fatto il resto... e  la mente irreversibilmente "malata" di maratona ha elaborato il piano. Iscrizione il 31 dicembre, ultimo giorno utile. L'altro "ostacolo" da superare è... ci vado sola. Forse per qualcuno è normale, ma per me un po' meno... ma il fatto che una volta là sicuramente non mi sarei sentita sola assieme ad altri podisti mi ha dato coraggio... il resto "in discesa". 
Il 4 sono a Verona, il 5 una giornata di riposo, un po' di nuoto, e  la mattina del 6 mi dirigo verso Bergamo, anzi, Roncola di Treviolo (BG), non senza contrattempi... neppure il navigatore conosce questa frazione sperduta. In qualche modo la raggiungo, arrivo in tempo per il ritiro pettorale (il numero 6!), un caffè in compagnia e... alle 9,30 si parte. Altro contrattempo: il garmin non è a posto, mi accorgo che segna un'ora di corsa... quella di domenica scorsa... lo riavvio, ma farò tutta la maratona con l'impegno di aggiungere un km a quelli segnati. E al 39° questo impegno è gratificante!!!
La gara si presenta suddivisa in due parti, la mezza maratona su strada attraverso paesi e paesini, strade tranquille e sgombre (e pure 2 cavalcavia sull'autostrada..), e i 10 giri da 2 km nel parco Callioni. Dopo la mezza è facile pensare: ancora 10 giri poi è fatta, ma... sono giri da 2 km ciascuno, la seconda parte dei quali in leggera salita e, soprattutto, in un freddo umido da cui non si riesce a difendersi. Ho corso la mezza in compagnia, il tempo è trascorso veloce... i giri invece li ho affrontati da sola, chi mi ha accompagnato nella mezza  ha dovuto rallentare per problemi fisici, quindi affronto sola i "gironi" della maratona, i più impegnativi. Non ho riferimenti rispetto al mio real time, quindi faccio riferimento al timer posizionato di fronte al ristoro, e tutte le volte che ci passo noto che riesco a mantenere un passo abbastanza regolare, ma se anche non fosse... cui prodest??? Sento che la Maratona è mia quando l'addetto al cronometraggio mi fa segno che mi manca 1 giro... 2 km... sono contenta... a metà del giro accelero un tantino, so che non sarà un tempo eccezionale, ma la grinta che ho dentro esplode e supero un paio di podiste, giro a destra e il tappeto blu che calpesterò per l'ultima volta mi accoglie verso la mia personalissima e intima vittoria. Scaccio le lacrime, abbozzo un sorriso, alzo le braccia per il fotografo e poi mi fermo. La mia sesta maratona. Stavolta la dedico a me stessa. 

Doverosi i ringraziamenti
- per la permanenza a Verona, grazie a Marcella e Franco
- per l'accoglienza podistica, grazie Ame
- per la compagnia durante la mezza, grazie "don Gregorio"
- per l'organizzazione (doccia fredda a parte...), grazie alla Runners Bergamo

Non ultimo, grazie a chi mi sprona sempre  a continuare questo viaggio, a chi mi ascolta  e a chi mi considera semplicemente una cavalla pazza. 

Buone corse!

P.S. E' stata la mia prima maratona (seconda gara quest'anno)  con i nuovi colori sociali, quelli del CUS UDINE. 

giovedì 6 gennaio 2011

blitz della befana

... grazie al quale mi porto a casa la prima maratona dell'anno...
Per tutta una serie di coincidenze mi trovavo "vicino" alla location della maratona in questi giorni, così ho deciso senza rifletterci troppo su di partecipare alla maratona del Brembo.
Finisher felice ma che brutto trovare le docce fredde, dopo oltre 4 ore di corsa a zero gradi...
A presto per il racconto.
Buone Corse!!

lunedì 13 dicembre 2010

a Reggio: ospite d'onore

25° km, qui inizia la mia Maratona. Fin qui ho corso sempre in compagnia, tanti podisti attorno che chiacchierano, che si raccontano... che raccontano di questo turning point del 25°, dopo il quale è tutto più semplice. Uno sguardo al crono mi conferma che sono regolare, affronto la salita e mentre corro mi guardo attorno. Mi trovo in un paesaggio che mi piace definire incantato, a destra e a sinistra alberi, non molti, spogli, che con la straordinaria luminosità della giornata  lasciano intravedere la pianura che dolcemente digrada, e in lontananza il serpentone colorato dei podisti che scompaiono ad un certo punto inghiottiti dalla discesa. Non sento molta fatica, sono contenta di essere arrivata a quel punto con tanta regolarità, e dopo il ristoro riprendo a correre, per molti km da sola, senza nessuno attorno. Momenti straordinari. Una lunga strada stretta che si snoda con dolci curve, numerosi saliscendi, che mi rallentano un po'... al trentesimo sono ancora regolare, sono contenta, e corro sola. Non mi dispiace, anzi mi rendo conto che per quanto mi abbiano fatto compagnia le chiacchiere degli altri, ora questa solitudine mi ripaga, corro per me stessa, mi sento correre e mi sento libera. Sono contenta perchè i kilometri scorrono, le gambe vanno, il respiro è regolare e la mente controlla tutto con la massima efficienza, in una sinergia impeccabile. al trentaseiesimo avverto che sto rallentando leggermente, il paesaggio si sta trasformando, ci si avvicina alla città. dal trentottesimo inizio a vedere i podisti che fanno i conti con i crampi, molti camminano, io corro, posso fare solo questo per arrivare...  so che il crono non sarà niente di speciale, so che la preparazione a questa maratona non è stata oculata nè regolare, quindi mi accontento. e corro. al quarantesimo mi rendo conto che la medaglia sarebbe stata mia, ma non so perchè... rallento un po'. 
Riporto le parole che ho scritto a caldo, a commento di un sms ricevuto:

"ho guardato attentamente i tempi

ufffffff 

ma come si fa a rallentare così al 40???

ma che importa
ho corso una splendida maratona, e mi sono riconciliata (è come quando qualcuno dice "ho bisogno di staccare".... io lo faccio correndo)

Sono felice di aver corso un'altra maratona, non ha importanza il tempo finale, ha importanza la medaglia, che, come ho detto in altra sede... è solo la punta dell'iceberg... 
Ho corso anche per chi non può. 

Ma non posso limitarmi a parlare solo di me.
Quando si legge: "Maratona di Reggio Emilia, fatti coccolare, come al solito" non è uno slogan buttato lì per attirare i podisti, non sono solo parole. E' una realtà che ho toccato con mano. Al di là dell'impeccabile organizzazione tecnica, logistica, ristori sempre forniti, docce calde, possibilità di pranzo e cena a 4 euro in un posto accogliente, assistenza eccezionale, calore degli organizzatori, comodità a livello di accoglienza della città... c'è fortissima la sensazione di essere una persona e non un pettorale, la sensazione che chi ci accoglie lo fa con il cuore, la sensazione che tutto viene organizzato per te, agnese, che corri anche con un crono di 4 ore e 20, che quando arrivi ti mettono la medaglia al collo, poi ti passano un asciugamano asciutto perchè tu, agnese, ne hai bisogno, ti accompagnano per un tratto (ecco il motivo della foto che ho scelto), e la sensazione che tu, Agnese, sei l'ospite d'onore... questa è la Maratona di Reggio. Ci ho lasciato il cuore. Tornerò. 
Grazie a Filippo per la foto. 
Buone corse!!!

domenica 12 dicembre 2010

ho preso 28!!!

Brevemente... ancora sull'onda delle sensazioni che mi ha lasciato questa splendida maratona: allo stesso modo dell'esame merito anche qui un 28... 4 ore 20 minuti 3 secondi. 

Un crono che avevo dichiarato qualche minuto prima di partire a Filippo e Antonio e...  che sono riuscita a rispettare.  

Ora raccolgo le idee, e soprattutto mi riposo. 
Buone corse! 

venerdì 10 dicembre 2010

waiting for--Maratona di Reggio Emilia F121

Mi viene in mente l'esame di Letteratura Angloamericana... mi sono presentata senza aver studiato, ma al mio "attivo" solamente la lettura di tutti i romanzi e i saggi in programma, ed erano tanti,  in Inglese...  
Mi presento domenica alla Maratona di Reggio Emilia con questo stesso stato d'animo... e come  per la maratona di Berlino:
     ....  io speriamo che me la cavo ....
Buone corse!!!

martedì 9 novembre 2010

and now...

run!
tic tac.. tic tac... la Maratona di Reggio Emilia si avvicina a grandi passi, e gli impegni non sportivi si sono moltiplicati in maniera esponenziale, si sono aggiunti i consigli di classe, le riunioni, i ricevimenti e le pagelline... e... sto correndo poco seguendo la creativissima tabella Katzen, con cui arrivo anche a fare 9-11 ore di sport durante la settimana (sfruttando le briciole di tempo in senso letterale) ma non sono tutte di corsa, naturalmente. In questo periodo sto facendo un corso di presciistica... (ma non so sciare)  per potenziare i muscoli delle gambe e fare quel famoso stretching che tanto fa bene a noi runners. Giovera? Boh, però la mia schiena ora sopporta molto meglio i tanti kilometri settimanali in auto. 
Facendo il punto, quindi: la settimana scorsa ho corso 55 km, quantità dignitosa, ma so che questa settimana non riuscirò a mantenere lo standard.  Punti fissi prima di Reggio: una marcia non competitiva domenica 14 di circa 12-14km in salita; la mezza maratona di Palmanova il 21 e un lunghissimo di 36 km il 28 che (tengo le dita incrociate) farò in compagnia di un'amica runner, anche lei in preparazione di Maratona. Spero di riuscire ad aggiungere almeno altre 2-3 uscite infra-settimanali... io ci provo, poi sarà quel che sarà. Quindi... non accampo scuse, non chiedo scusa (questo per dovere di traduzione, non c'entra...o forse si... ) e non ho rimpianti...
e ora... corro!!!
Buone Corse!

venerdì 1 ottobre 2010

martedì 28 settembre 2010

Tu chiamale se vuoi... emozioni: Real Berlin Marathon

Emozione ancora intensa, nonostante siano trascorsi già due giorni.
Nella testa, negli occhi e nelle orecchie ancora gli ultimi minuti della gara...
Svolta a sinistra... Unter den Linden, km 41... la folla di runners è fitta, difficile superare, ma ci provo. Vado a zigzag, sto correndo in progressione e me ne rendo conto, lo sto facendo da qualche kilometro, la sinergia gambe-cuore-mente funziona. Sorrido. Corro.
Alzo lo sguardo, la porta di Brandeburgo davanti, maestosa, la quadriga ad osservare il fiume unano che la attraversa. L'attraverso anch'io, il cuore batte a mille, la folla urla, partecipa e incita. Bravo. Super. Vedo il cartello del km 42, accelero ancora. Lo supero e vedo davanti a me la linea del traguardo. È fatta. Ce l'ho fatta. Ho corso la maratona di Berlino, l'ho corsa con il cuore soprattutto, e le gambe e la mente gli hanno dato retta. Qualche lacrima. La sensazione di esserci riuscita, la certezza di poter dire: "io c'ero".
Dall'ultima occhiata data al crono sapevo di aver realizzato un buon tempo (per le mie possibilità) quindi al momento dello stop spengo il garmin senza dargli troppa importanza. È comunque personal best. Il terzo consecutivo nelle mie (poche) 4 maratone. La gioia immensa... oltre il tempo la gioia, e la festa... è il mio compleanno!
Ritorno alla realtà... la marea di runners viene divisa in file per la distribuzione della medaglia ed è costretta a fare un percorso obbligato verso la “coperta” di nylon e il pacco-ristoro assolutamente necessari.
Dei minuti successivi ricordo un grande freddo, voglia di cambiare i vestiti bagnati, voglia di qualcosa di caldo. E tanta tanta felicità....

Ho iniziato con l'arrivo, perchè le emozioni più belle sono state quelle... ma tutta la Maratona merita di essere ricordata, e lo farò a segmenti di 10 km, in quanto sarebbe un post troppo lungo e io “non vorrei annoiare i miei lettori”



Tempo atmosferico:
Pioggia per 42,195 km

Partenza-km 10
Il mio tempo-gara dichiarato mi ha regalato la partenza nel settore H, una posizione molto arretrata; questo ha significato un'attesa di 22 minuti prima di passare al nastro di partenza. Basti pensare che ho raggiunto e superato il pacer delle 4h30' solo al 10° km. Corro con grande tranquillità, mantenendo un passo costante (accelerare e superare richiedeva doti da scattisti, tanto era densa e fitta la folla!). Inizia a farsi sentire la necessità di veloce pit-stop. Ma al 5° e al 10° i bagni dei ristori erano fuori discussione... c'era la fila anche ai bagni durante la maratona. Rinvio lo stop.

Dal km 10 al km 20
Continuo a correre con regolarità, ho deciso di controllare il crono solo dopo ogni 5km, una regola ferrea, che sono riuscita a rispettare. Ma il pit-stop era necessario. Prendo la decisione di fermarmi, dicendomi che mi sarei fatta del male se avessi continuato a rimandare. Perdo 3 preziosi minuti. Mi rendo conto del tempo perso (a fin di bene) e cerco di recuperare accelerando leggermente, ma inesorabilmente.

Dal km 20 al km 30
Questa è la parte più “buia”, non ho grandi ricordi, se non che mi sono messa a fianco ad un runner il quale probabilmente non apprezzando questo “furto” di ritmo ha accelerato e l'ho perso di vista (e questo è un dettaglio importante...). Pazienza, continuo a correre sola. Le notizie provenienti dal cuore e dalle gambe sono molto confortanti. Continuo ad accelerare leggermente, superando.

Dal km 30 al km 40
Qui inizia il mio divertimento, il cuore è ancora straordinariamente efficiente, le gambe vanno, la mente regola tutto senza incepparsi: inizio a superare e come in un gioco individuo una schiena e mi dico che la devo passare. Ne ho passate tante, davvero tante di schiene. E passo anche il runner che mi ha staccata di cui parlavo prima. Soddisfazione. Inizio a sorridere. La Maratona è mia, lo sento al 40°.

Il resto, dal 40 al 42,195...  è già detto.
Questa maratona mi ha fatto tanti regali: 4 ore 18 minuti e 8 secondi, che migliorano di 5 minuti il tempo precedente; la possibilità di vedere una città piena di storia, di fascino, di contraddizioni; la possibilità di trascorrere un week end lontano dalla routine; vedere, sentire ed essere testimone di quanto sia importante la partecipazione di tutta una città ad un evento come la maratona che vede partecipare oltre 40mila persone; e infine, the last but not the least... ho raccolto quanto seminato durante i durissimi allenamenti estivi... ricordo ancora la fatica, il sudore... 

Riflessioni
- Grande soddisfazione la condotta di gara (si dice così?") che si può osservare nel link. Ho cercato di essere costante, e il negative split (wow, anche quello ho fatto!) è stata una bella conquista. C'è ancora molto da lavorare ma per ora godo di questo risultato conquistato con la mia mente, le mie gambe e il mio cuore... e il mio estenuante allenamento "creativo". 
- Essere un puntino insignificante in una marea di podisti colorati, ma nello stesso tempo sentirsi un puntino importante per chi ci segue.
- Alla mia quarta maratona ho imparato a gestire la Fatica, quella con la F maiuscola... e visto che si è sentita rispettata, ancora non mi ha fatto conoscere il famigerato muro. 

Aneddoto sul tempo: mi ero dimenticata che il mio garmin aveva inserita la modalità di stop sotto una certa velocità, quindi all'arrivo ho letto 4.15... 3 minuti per far plin plin sono un po' troppi... me ne sono resa conto quando mi viene detto... no hai fatto 4 e 18!!!

Grazie a chi mi ha accompagnato in questa maratona, a tutti gli amici che mi hanno sostenuta, incitata e che hanno creduto in me... con un nodo alla gola. 
Un pensiero a chi può correre solo leggendo, e a chi vive senza poter correre. 
Buone corse!!!

giovedì 29 luglio 2010

e intanto il tempo se ne va...

Le "ferite di guerra" non mi hanno consentito, questa settimana né di correre né di nuotare, ma solo una lunga camminata di 12 km, e paio di giri in mountain bike con amici; solo una volta da sola e ... ho forato. 
L'orologio però non si ferma, oggi ho realizzato che mancano meno di due mesi alla MARATONA di BERLINO, "LA MARATONA"... a cui non voglio arrivare senza una minima debita preparazione.
Lo sport alternativo praticato finora in maniera abbastanza intensa mi ha aiutata molto a rinforzare la muscolatura e a rimanere in forma per poter meglio affrontare le uscite di corsa che saranno più lunghe e frequenti. Il quasi-stop di questa settimana mi ha consentito di riposare e anche riflettere sulle mie priorità, sportive e non... quindi il tempo di togliere i punti dal gomito e si riparte, verso mete e traguardi qualche anno fa totalmente sconosciuti. La maratona di Berlino è la prima tappa, ma ci sono altri obiettivi ben più difficili da raggiungere... ma prima o poi ci arriverò. Oltre. 
Buone corse! 

friends & co