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domenica 21 novembre 2010

chariots of fire

E PB fu alla Mezza di Palmanova.
Per gioco, quasi, preparo una tabellina e la appiccico sul dorso della mano destra: voglio correre la mezza di Palmanova in maniera regolare, senza scoppiare al 10°-12* come sempre mi capita. Prendo a riferimento il tempo sui 10km fatti domenica scorsa e mi dico che forse potrei mantenerli anche per 20, e se non ci riesco, comunque l'obiettivo è finire. Inoltre parlando con Valentina vengo a sapere che correrà leggermente più veloce di me, e questo mi fa da sprono... Parto assieme a lei e a Marco, Stefano e Cristina, che però vanno veramente troppo forte per me, quindi mi ri-taro mentalmente, mi pongo come obiettivo la tabellina sul dorso della mano e continuo. Quasi non ci credo, ma al 15° e al 20° sono in linea con il mio "progetto" adesivo... al 20°  ho realizzato che avrei conquistato una bella soddisfazione personale, anche senza spingere troppo avrei abbattuto pur di poco il mio tempo conquistato a Stra (VE) la scorsa primavera.
Quindi, per gli appassionati dei numeri, concludo in 1h 54' 23"...
... Il finale per me è come quello del film Chariots of Fire/Momenti di Gloria, sento il mio nome a destra e a sinistra, e vado, allungo... sono felice...  passo il traguardo con un enorme sorriso stampato... un'altra piccola ma grande conquista. 
Buone corse! 

P.S. Una mezza che consiglio di fare, ottima organizzazione, bellissima la nuova location in Piazza Grande, una bella felpa nel pacco gara, e tantissimi podisti, dalle retrovie la scia multicolore che correva era bellissima...  

P.S.1 Vi risparmio i pensieri che avevo a causa di gambe doloranti sia venerdi che sabato a causa di eccessivo carico nel potenziamento e nell'allenamento di corsa.... 

P.S.2 Angolo dell'aneddoto: un podista si affianca, penso... che bel ritmo che ha, gli sto dietro... dopo 2 km mi saluta e mi dice: ciao, sei troppo veloce e rallenta vistosamente... 

domenica 14 novembre 2010

PB per caso

Fame di km. Scegliere fra un non competitiva di 14 km fra i boschi e una competitiva di 10km dove so che chi ci va "tira". Un po' di indecisione, la prospettiva della mezza maratona a Palmanova domenica prossima, la voglia di correre un pochino più veloce, e la scelta cade sulla gara. Si tratta di una prima edizione, memorial per un podista scomparso, percorso misto asfalto e sterrato, 10km in totale. 
Mi presento stamattina, come mai dovrebbe presentarsi un'atleta: 
- ieri sera ore piccole con un'amica davanti a caffè e pasticcini, dopo una cena molto povera di carboidrati
- sveglia tardi rispetto all'ora di inizio gara
- colazione al volo con tazzina di caffè senza zucchero e 2 biscotti secchi
- mentre facevo il pieno di benzina all'auto (mi ero dimenticata anche quello, ieri), un croissant con nutella
Arrivo al ritrovo, mi iscrivo e  a vengo a sapere che il percorso consiste in un doppio giro, e che ci sono 2 un cavalcavia da fare 2 volte ... Uff, c'è anche salita... Incontro alcune amiche, come al solito ci controlliamo (chi ingrassa, chi dimagrisce, cosa hai fatto, è tanto che non corro, ma sei stata brava, sai ho saputo che... e bla bla...). 
Poi, contrariamente al solito seguo gli altri atleti nella pista (il ritrovo è organizzato in un campo sportivo) e faccio ben 4 giri di campo e poi pure lo stretching,  cosa che in questo periodo ho imparato a fare appena ho un momento di tempo.  
Un minuto di silenzio per l'atleta scomparso, poi Bang, si parte. La mia "tattica" è: stai dietro poi sorpassa. Niente sguardo al crono. Detto fatto. Parto ultima assoluta deliberatamente, poi inizio ad attaccare. Questa strategia mi piace, finchè  non vengo raggiunta da un podista che mi si mette davanti... decido di seguirlo, ha un passo molto regolare. Gli sto dietro almeno 4 km, poi all'ottavo lo passo e allungo... ho ancora la forza di allungare! Arrivo al traguardo contenta di questo ultima vittoria personale e solo lì "libero" il garmin. 
MAGIC MOMENTS: leggere 54,16, rileggerlo perchè forse non avevo visto bene.  Mi è uscito un grandioso sorriso, me lo sono dedicata e mi sono goduta questi minuti di gloria. Capitati per caso ad allietare una giornata senza sole. La corsa è anche questo. 
Buone corse a tutti.

Aneddoto: uno dei cavalcavia ha messo alla prova duramente le mie vertigini, ma ce l'ho fatta... 

domenica 31 ottobre 2010

cialla-castelmonte A/R

Non ho ancora scaricato i dati, ma quelli non contribuiranno a cambiare o limitare le sensazioni positive provate ieri durante la salita e la successiva discesa da Castelmonte. 
Una garetta "in paese", sotto casa, a cui partecipano circa 150 atleti affezionati a questo evento "a conduzione familiare", ma comunque gestito con serietà, dedizione e passione. Non conosco la storia di questa gara, mi hanno parlato di un memorial; non l'avevo mai corsa, era il momento di onorarla dopo essere salita e scesa a Castelmonte tante volte in bici e a piedi. 
Molti i visi noti alla partenza, persone che hanno corso Venezia la settimana scorsa, che faranno Firenze, New York... oppure che sono venute lì a vedere... Vedersi e rivedersi, conoscersi e riconoscersi... il pre-gara è così, come in una sala d'attesa all'aperto, dove si fanno chiacchiere serie e semiserie, dove ci si conta e ci si racconta... 
Partenza, saluti...  Il silenzio.  In silenzio.  Seguo un gruppetto, colori sgargianti che stridono al confronto con il colore della natura che si sta trasformando, con i colori dell'autunno accesi e vivi.  Il gruppetto scompare, rimango sola. Non mi dispiace. Ascolto il rumore dei miei passi, il mio respiro che si fa affannoso a causa della pendenza sempre più impegnativa. Vengo superata da un baldanzoso runner-vestito-di-nero, la cosa non mi stupisce, anzi mi sposto per lasciarlo andare, sparisce all'orizzonte dietro la curva... Proseguo incurante, disinteressata, concentrata sulla fatica, proseguo con il mio ritmo, lento ma efficace. All'ennesimo tornante raggiungo il runner-vestito-di-nero. Cammina. Lo supero con nonchalance, mi concedo un leggero sorriso. Lui riprende a correre, cerca di raggiungermi ma al traguardo io arrivo prima di lui. La mia piccola vittoria personale. Non ho idea di come sia arrivata in classifica, ma... cui prodest? A chi importa? Un veloce cambio di maglietta, un paio di bicchieri di tè caldo e via giù di nuovo per la lunghissima discesa. Cialla-Castelmonte A/R: senza prezzo.  Ho corso per me stessa, ho corso per sentirmi correre. Ho ripreso e spero di correre ancora.
Buone corse!

lunedì 18 ottobre 2010

CormorUltra 2010: 71,1 km di...

di che cosa? di corsa sicuramente, ma io preferisco chiamarlo un viaggio lungo: 71,1 i km di ieri, ma iniziato oltre 4 anni fa quando per la prima volta ho detto "vado a correre".  E da allora, gradualmente sono passata attraverso le ore in pista, le gare di montagna, i 10km, le staffette, le mezze maratone, le maratone, e da ieri... ultramaratone. 

Non ho mai parlato di ultramaratona nei miei post, né c'era intenzione di farne per ora; fino alla scorsa estate era solo una possibilità proposta in una locandina nella lista "prossimamente". Poi, istintivamente, al momento di "decidere", ripensando ai lunghi allenamenti e alla fatica estiva, alle continue prove a cui ho sottoposto il mio fisico uscendone sempre rinvigorita, al fatto che comunque sentivo dentro che il mio corpo, le mie gambe avrebbero potuto reggere anche oltre i 42 (la consapevolezza-quasi certezza dopo Berlino, dove ho concluso senza troppo dispendio di fatica) e non da meno le insistenze di Dave che l'avrebbe fatta anche lui con me, allora... decisione presa. Iscrizione fatta. Qualche giorno prima iniziano i dubbi, ma ormai una volta iscritta io di solito non mi tiro indietro... 

dettagli e logistica
sveglia prestissimo, per essere a Marano Lagunare alle 6 dove ho appuntamento con Dave, e partenza alle 6,30 verso Buja. Allo stadio siamo circa una 50ina, saluto Luca e Gerardo, e con l'esperto Dave organizzo l'abbigliamento... correre oltre 68 km con un tempo atmosferico caratterizzato da pioggia, vento e freddo e la possibilità di un cambio richiede una gestione oculata... Mi fa mettere una crema, dice che serve per proteggere le gambe dal freddo. Eseguo le indicazioni... un po' frastornata. Freddo, tanto freddo. Ci vuole il cappello, purtroppo, e sotto al cappello anche una fascia per le orecchie. No, i guanti no, tanto si bagnano e poi le mani congelano. La spunta. Sincronizzazione del Garmin. Ivan Cudin che gira fra gli atleti, e che poi, sotto l'ombrello, dà il via. Al 31° km a Zugliano il primo traguardo volante, tutto bene. Decido di tenere gli stessi vestiti, la pioggia non cala, quindi non ha senso mettersi nulla di asciutto. Ma tolgo l'orologio dal polso, mi ha fato gonfiare la mano, e mi dà fastidio. Si riparte. I km si susseguono, regolari, veloci, sicuri, consolanti... chiedo a Dave di dirmi solo il tempo della Maratona, al 42°... 44... 50... 58... 60... 64... poi i cartelli non si vedono più, i km del Garmin di Dave continuano ad aumentare... 69... 70... arriviamo a 71,1 con grande entusiasmo ed emozione. Trionfanti. 
Ce l'abbiamo fatta. 

sensazioni
pre-gara: ce la farò? chi lo sa, ma provarci non costa nulla, al limite mi fermo al 32° e mi faccio portare a marano. Mal che vada, ho fatto un lungo con i ristori. Ma dopo i 42 come sarà? avrò ancora fiato per proseguire? e soprattutto avrò la capacità mentale di non mollare? ci sarà ancora la forza fisica? 

gara: dopo una partenza davvero anonima, il freddo e la pioggia come cornice, ci avventuriamo verso il mare. Corriamo sempre, attraversando boschi e prati, il fondo cambia continuamente, saliscendi, numerosissime le pozze d'acqua. Mi concentro sulle goccioline che cadono dalla visiera del cappello, ascolto Dave che mi racconta delle sue gare, delle sue corse, dei suoi viaggi, non guardo mai i km e gli chiedo di non dirmi nulla, non voglio sapere, voglio correre, sentirmi correre. Riconosco qualche tratto di questo percorso, la mezza di Buja, qualche non competitiva, qualche allenamento sull'ippovia. Uscire sull'asfalto a Udine mi toglie la concentrazione, sulla strada si corre in fila indiana, siamo un gruppetto di 4 che più avanti si sfalderà, purtroppo. Rientro nella natura, nel silenzio. Ascolto, parlo anch'io, e intanto ascolto anche il mio corpo, che mi manda segnali positivi, ma fino al 42 non sono preoccupata. E' il post-42 che mi mette un po' in ansia... hic sunt leones... Ma non ho trovato i leoni. Ho trovato invece una diversa dimensione della corsa, dove il tempo non ha importanza, se non relativamente; dove il tuo corpo segue le indicazioni della mente e prosegue fluido, senza incepparsi, gli ingranaggi funzionano e sembra che ciò che stai facendo sia davvero naturale, che il "pieno" di allenamenti, di sport, di fatica, di preparazione mentale che hai fatto ti basterà portandoti al traguardo. Ogni cartello era un piccolo traguardo, ogni 2 km in più una vittoria. La foto solo al 60°, simbolica. La parte più difficile è stata veder soffrire Dave dal 48° km in poi per un dolore al ginocchio. E' stata la parte più silenziosa, quasi mistica; nessuno parlava, io sentivo la sua sofferenza, ma nulla potevo fare se non soffrire con lui in silenzio, rispettando i suoi tempi. Non so come abbia potuto resistere fino alla fine, davvero un grande... Poi le chiacchiere sono ricominciate, segnale che la sofferenza si era calmata, o che un compromesso c'era stato. Dave inizia ad entusiasmarsi, siamo vicini all'arrivo. Ci togliamo i giubbini, arriviamo in bella progressione e la foto ci riprende a braccia alzate. All'arrivo ad aspettarci c'è tanta gente, baci abbracci, dimostrazioni di affetto. Entriamo nella Vecchia pescheria per le borse e ci prendiamo un applauso... non sono particolarmente provata, certo sono stanca, ma riesco a camminare bene, a ridere, a scherzare, a raccontare... come adesso. 
Finisco con le parole, anzi la poesia,  che Dave mi ha dedicato e che mi hanno commossa:



non ha mai ceduto nemmeno un momento !!!!

una tenacia da vendere...
una concentrazione unica...
una semplicità e una leggerezza nei movimenti invidiabile...
sono contento di averti corso accanto e avere trovato una degna compagna di viaggio...

non ho detto tutto sicuramente, ma davvero è difficile dare un contenitore a sensazioni che vanno oltre, ultra...
Un plauso all'organizzazione impeccabile, ai ristori sempre molto graditi e alle persone cariche di tantissima umanità che ci hanno accompagnati in questo viaggio. 
Il pensiero rivolto a chi corre con me ma non corre. 
Buone corse!

P.S. i numeri al link

domenica 10 ottobre 2010

colpa degli assenti

ma colpa o meno degli assenti, nella vita capita anche che arrivare ultima assoluta non pregiudichi il podio...
Questo mi è successo oggi, al mio esordio nel duathlon. 9,5km di corsa e 2 giri dello stesso percorso in Mountain Bike a Palmanova, in una bellissima cornice verde in una splendida giornata autunnale. 
Non avevo grandi illusioni, anzi, non ero neanche sicura di partire (infatti, contrariamente al solito avevo deciso di iscrivermi in loco prima della partenza), poi si sa, le insistenze degli altri, la voglia di provare, la consapevolezza che comunque sarebbe stata un'esperienza in più e quindi un arricchimento personale; insomma con il pettorale 47 sulla maglia e sulla bici inizia l'avventura. 
La corsa procede bene, riesco a mantenere un buon ritmo di corsa nonostante il percorso accidentato (rampe, dossi, fossi, saliscendi, continui cambi di fondo); transito in zona cambio molto velocemente (il tempo di infilare il casco e gli occhiali da sole, sganciare la bici) e parto... Qualcuno mi incita ma so già che sono nelle ultime posizioni. Passare dalla corsa alla bici è una sensazione strana: ho seguito il consiglio dell'esperto e parto con "rapporti agili" per abituare le gambe al nuovo tipo di movimento, ma ma ben presto mi rendo conto della mia imperizia (nell'uso della bici) e inesperienza (nelle gare in bici). Vengo continuamente superata (anche nei singletracks) da "mostri" volanti, che urlano "attenzione" di qua, "attenzione" di là... inizio ad irrigidirmi, ad essere tesa e rallentare. La bici non risponde molto bene ai continui cambi, cade la catena 2 volte.... Completo il primo giro, vedo la zona traguardo piena di finishers, rallento, quasi quasi mi ritiro, penso. Ma le gambe pedalano, supero l'assembramento e mi dirigo verso il secondo giro, questa volta solitario, che affronto con meno tensione e più naturalezza, serenamente consapevole che ultima o meno avrei finito. Manca un kilometro e pufff ... buco.  In qualche modo raggiungo l'arrivo, con un tempo infinito rispetto agli altri.... Ma sono finisher e mi basta. 
Per puro caso decido di fermarmi a vedere le premiazioni, tanto per dare un senso compiuto ad una giornata di sole... e con grandissima sorpresa sento il mio nome pronunciato dallo speaker. Incredula. Quarta donna solista... in tutto siamo in quattro ad avere finito... Facile vincere facile, ma è stato bello raccogliere trenta secondi di gloria in una giornata di sole.
Grazie a Fabio che mi ha insegnato con grande pazienza ad affrontare le rampe e soprattutto  le discese che io definisco "quasi perpendicolari"... così da inferire un duro colpo alle mie vertigini. 
Buone corse e buone pedalate!!!

domenica 12 settembre 2010

una dopolavoristica velocità


Per qualcuno è solo "dopolavoristica velocità" quella degli 11,5 km all'ora, ma per me ha significato ottenere un PB personale sui km percorsi in un'ora. Questo il bel risultato di quest'ultima settimana, che purtroppo per impegni di scuola, di figli e altre cose (che se non c'erano era meglio), mi ha visto correre pochi km. Tuttavia, come si suol dire.. pochi ma buoni, e soprattutto fatti da un motore Panda... Finalmente la temperatura è quella ideale, e correre d'ora in poi sarà meno difficoltoso perché si potrà approfittare di qualsiasi momento utile, senza preoccuparsi troppo del caldo, dell'afa, dei figli da sistemare... domani inizia la scuola...


La mia settimana:
Lunedi ho ripreso a nuotare, qualche vasca per familiarizzare con la piscina che non frequentavo da tempo.
Martedi i soliti 10km, percorsi sotto l'ora, come mi ero prefissa. 
Mercoledi la salita allo Zoncolan di ho parlato nel post precedente.
Venerdi sono tornata in piscina, e stavolta ho ripreso a "contare" e sono arrivata a 36. 
Sabato sera la gara, la 6x1h di Buttrio, dove sono riuscita a realizzare il mio PB. E la mia squadra si è classificata prima squadra femminile (in premio mi è capitato un buon salame!). E' una gara che si svolge su un anello di 874m che si snoda nel paese di Buttrio, quindi meno noiosa dell'ora in pista e più piacevole a livello paesaggistico. Ho corso per ultima dalle 9 alle 10 di sera, ed è stata una corsa molto regolare, in salita spingevo e in discesa lasciavo andare le mie gambe lunghe per recuperare qualche metro, in piano cercavo di rimanere costante e di non rallentare ma neanche di accelerare troppo. Con l'oscurità non riuscivo a vedere bene il crono, ma mi rendevo conto da sola che i passaggi nei punti in cui c'era l'ora erano costanti. Ho corso senza sapere in realtà se stavo tenendo la velocità che un amico aveva solo vagamente ipotizzato (5'14") ma che avevo subito archiviato con un "non ce la faccio, figurati" secco e perentorio. Ma eccomi qui a raccontarlo, felice. Una volta tanto questi miglioramenti ci vogliono, e spero siano anche il frutto dell'impegno di tutta l'estate e delle tante salite affrontate, non solo un caso fortuito. A Berlino la "sentenza".

I numeri di questa settimana, 2 ore di nuoto e 40,5 km di corsa. Avrei voluto scrivere ben altri numeri, poter raccontare di splendidi giri in bici... a volte non si riesce a fare tutto, ma HO CORSO, e sono stata benissimo dopo le corse... così è... tutto qui, e se è poco fa niente. 
Buone corse!!!

domenica 13 giugno 2010

24x1 = oltre 26 giri = finalmente di corsa

Oggi finalmente ho corso dopo una settimana di stop; forse non era proprio il tipo di corsa da fare, ma ormai avevo confermato la mia disponibilità! Il leit motif è stato naturalmente il caldo torrido, che ad ogni giro, con l'aumentare della stanchezza, era sempre meno sopportabile.
Ho iniziato allegramente pensando che avrei rallentato o mi sarei fermata davvero entro breve, molto breve, sia a causa dei problemi ai polpacci sia per il caldo, invece l'"allegria" è rimasta per tutta l'ora, e sono riuscita a mantenere il mio standard. Ho percorso 10km513m, 26 giri e qualcosa, e sono molto soddisfatta di questo risultato perché ottenuto in condizioni non ottimali; altrove ho commentato "allucinanti i giri in pista"! 
Girare attorno ad una pista di cemento non è proprio divertente, ma è stato molto piacevole ricevere lanci d'acqua da parte dei miei figli che ad ogni passaggio facevano a gara a chi mi bagnava di più... E ad ogni giro sentivo il mio nome un po' qua e un po' là; mi dispiace se non ho risposto a volte, ma sarebbe stata una fatica in più...

Alla fine della fatica ero felice, il sorriso dei miei figli che si sono divertiti durante la mia gara è stata la medaglia della vittoria. 


Un pensiero a chi è fermo ai box.
Un pensiero a chi mi ha aiutata ad arrivare fino qui.

lunedì 6 luglio 2009

scrivere di corsa


Scrivere di corsa: scrivere velocemente, o scrivere dei pensieri sulla corsa.
La velocità nei nostri tempi è un must, tutto deve essere “presto”, e possibilmente “bene”, senza errori omissioni imprecisioni. La performance è ciò che conta, ma scrivere di corsa, velocemente, tanto per riempire un foglio non è la mia ambizione, quindi è trascorso un po' di tempo dall'ultima volta in cui ho scritto. Durante questo periodo, quasi quattro mesi, tante cose sono successe, altre sono cambiate, ma ho sempre cercato di mantenere alta la mia motivazione a correre, tuttavia in maniera piuttosto altalenante, una motivazione molto spesso messa a dura prova da impegni troppo pressanti, da impegni familiari, dal poco tempo a disposizione, da noiosi imprevisti (i fastîdis, come noi friulani li definiamo!). Ma imperterrita, ho continuato a correre: la Stramilano, la Maratonina dei due Castelli di Trieste, la Coppa Friuli, i Master di Atletica leggera (in cui ho vinto assieme alle mie compagne un'inaspettata medaglia d'argento nei 4x100) e di recente il torneo Gortani e Coppa Provincia. Come elenco, quale effettivamente è, rientra nello scrivere di corsa, velocemente. Tuttavia non si tratta solo di un elenco arido e sterile come tanti, ma per chi la corsa la vive, è un vero diario, o un log. In ogni gara sono racchiuse esperienze positive e negative, tanta fatica, tante aspettative e soprattutto la soddisfazione di averle portate a termine.
Scrivere di corsa, pensieri sulla corsa: oggi, durante il ritorno dall'ennesima gara della domenica mattina, con una grande stanchezza fisica, provata da un impervio percorso di montagna, ma rilassata e in buona compagnia ho avvertito il desiderio di condividere queste sensazioni, metterle nero su bianco, e trasmettere quanto il mio percorso di corsa, nonostante tutto, sia davvero significativo. E voglio farlo raccontando una gara del torneo Gortani, una gara quasi anonima, corsa oggi in un piccolo paesino della Carnia. Non ci sono tantissimi partecipanti a questa gara, ormai i volti si riconoscono e ci si riconosce, ci si saluta all'arrivo, si scambiano battute, commenti sul percorso, sul tempo, sulla forma fisica, sulle aspettative. Ci si conta, chi c'è, chi non c'è. Si osservano le avversarie storiche, ci si chiede come andrà. Io non ho mai grandi aspettative, fino allo scorso anno la montagna mi faceva paura, le vertigini spesso mi bloccavano. Non ci pensavo neppure a correre in montagna! Ma in un anno molto è cambiato grazie alla costanza. E...essere “costretta” a finire la gara, perché ti sei alzata presto la domenica mattina per farti un'ora di macchina almeno, perché per me è un obbligo morale tagliare la linea del traguardo, a prescindere dal risultato e dalla posizione, perché non vedo l'ora di finire, perché dopo ci sarà la solita allegra compagnia, perché vali qualche punto per la squadra, questo mi dà la forza di non fermarmi e di affrontare quelle salite tremende, oggi piene di fango, scivolose, anche a volte pericolose. Il percorso iniziava con una leggera salitina nel paese, seguita da una bella discesa su asfalto, che mi ha dato la possibilità di riprendere il fiato. Ma le difficoltà dovevano iniziare, dopo una scalinata abbastanza impegnativa ho dovuto vedermela con me stessa... e affrontare le mie paure. Sentiero ripido, stretto, scivoloso, silenzio, nessuno con me, e camminavo. Sono caduta scivolata, ma mi sono sempre rialzata, e alla fine dell'interminabile salita mi sono fermata al ristoro, per recuperare e bere (ma soprattutto per obbedire a chi mi dice sempre che è importante recuperare anche durante la corsa, abitudine che... faccio fatica ad acquisire). Poi affronto la discesa ripidissima, piena di fango i piedi sprofondano. Credevo di essere ultima, ma poi un movimento dietro mi ha confermato che non lo ero. Mi sono fatta forza, un grido di incitamento silenzioso, e via giù verso la seconda metà della gara, sempre più veloce, sempre più felice. L'arrivo in paese, i visi noti delle tue compagne e amiche, il tifo dei bambini, è finita, anche oggi ho fatto la mia gara, non sono arrivata ultima, quindi... missione compiuta. Non vincerò mai, ma mi basta portare a termine la gara, e questa è già una piccola vittoria. Che festeggio con la pastasciutta in compagnia dei compagni di squadra, gustata in un panorama da cartolina, in un prato in mezzo ai boschi. La corsa quindi per me continua ad essere un percorso positivo e di crescita.
Oggi ho corso. Nonostante la certezza che non avrei fatto “risultato”. Nonostante tutto, nonostante tutti, nonostante chi rema contro. Domenica la prossima.
Agnese Amorosi

commenti su podisti.net

Leggere e condividere
scritto da Gian Paolo , 29 Giugno, 2009
In poche righe hai sintetizzato il mio rapporto con la corsa, con la natura, con la gente, con i paesi.
Grazie


...
scritto da Agnese Amorosi , 30 Giugno, 2009
Grazie a te Gian Paolo. La corsa è anche questo: condividere riflessioni. Buone corse.


Da Milano.....
scritto da Davide Sanna , 30 Giugno, 2009
Ciao Agnese,
mi sono avvicinato a questa grande famiglia del running dopo avere praticato sport a discreto livello. Insegno il rugby ai ragazzini, quei ragazzini emarginati da tutti gli altri sport, perchè troppo obesi, troppo magri, troppo timidi o spavaldi...il mio compito e la gioia più grande è quello di farli sentire utili a se stessi e agli altri. Ogni tanto lì porto con me a fare qualche gara podistica per passargli il concetto dello sforzo puro, della fatica. Ho sposato una Friulana e da circa una ventina d'anni mi muovo per piacere attraverso la vostra stupenda terra. Ho girato e giro ancora tanto per lavoro mi sono mescolato con etnie e gruppi diversi, nessuna di queste però riesce ad emozionarmi quanto il tuo Friuli.
Da voi lo sforzo è elevato all'ennesima potenza, la fatica è nel vostro DNA.
Mi trovo e posso fare mio il tuo stile di runners, mi trovo nella gioia di arrivare in fondo ogni Domenica e vincere al di là del tempo percorso, la "NOSTRA" gara. Correre per il piacere d'incontrare gente diversa, correre perchè è il gesto atletico più innato e puro che ci sia. Correre per meritarsi la pastasciutta e un buon bicchiere di vino. Arrivare in fondo e sentire il corpo che si piega livido dalla fatica. Correre per entrare in sintonia con se stessi e creare quel connubbio perfetto tra il corpo l'anima e la mente.
Correre, (come tu scrivi) nonostante tutta una serie di eventi a detta degli altri sfavorevoli, ma non per "NOI" !!!!!!!!
Spero di leggerti ancora qui dentro.
Grazie Davide

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