Ieri sera mi sono dedicata a questo blog e ho pubblicato alcuni scritti dal mio archivio personale a partire dal 2009. Le foto? Restia a farmi immortalare, ne ho poche, ma verranno sicuramente pubblicate.
Martedi ho un impegno non-di-corsa, ma molto importante al quale dovrò dedicare tutto o quasi il tempo che ho.
Posso definirlo anch'esso una "gara", per la quale però non mi sono allenata molto, qualche corsetta qua e là, con poca convinzione. Ma anche in questo caso ce la metterò tutta per uscirne vittoriosa. E qui, diversamente dalla corsa, in questo tipo di "competizioni" ho grande esperienza, infinito numero di gare alle spalle...
correndo la polvere scivola via, la mente si libera ed è un continuo scoprire ricordi, pensieri, emozioni... (aa)
sabato 8 maggio 2010
giovedì 6 maggio 2010
serendipity
Un termine particolare, che mi è sempre piaciuto... è un modo per esprimere la reazione ad una cosa inaspettata, imprevista, non cercata, scoperta mentre se ne sta cercando un'altra. Non esiste traduzione nella nostra lingua, è stato coniato da un autore inglese... ma qui la prof si ferma e lascia il posto alla runner. Perché serendipity, cosa ho trovato? A tre giorni dalla maratona di Trieste oggi ho ripreso a correre, prima non ce l'ho fatta a causa di vari impegni. Nel tragitto in auto verso casa il sole si fa largo tra le nuvole, immediatamente la mente fa il conto dei tempi... quelli che mi servono per fare una decina di km lenti. Oltre un'ora. Ce la faccio. In pochi minuti sono pronta, e parto... faccio i 10 km, ma ci metto un po' di meno di 1h. Credevo che le gambe non avrebbero girato, il respiro sarebbe stato affaticato... invece: per la prima volta in allenamento ci metto meno del solito. Cercavo l'allenamento lento, ho trovato un bel tempo. sia atmosferico che sportivo. Non sono affaticata, mi sento bene, rinfrancata e serena. Naturalmente vado a prendere mia figlia con i capelli bagnati. Ma non importa. Il suo sorriso mentre mi chiede se sono andata a correre è speciale. Serendipity a tutti.
lunedì 3 maggio 2010
al di là del tempo, la gioia.
Maratona d'Europa, Trieste, 2010
Così concludo la mia terza maratona, con tanta gioia e una grinta improvvisa, inaspettata, dopo 42km e chissà quanti passi, quanti respiri, e quanti pensieri. L'ultimo dei quali è stato: ce l'ho fatta, adesso posso sorridere. Con le mie gambe, con il mio cuore e il mio respiro, con i miei pensieri e con la mia tenacia.
Le gambe
Mi dicevano che corro come un pinguino. Il pinguino si è riscattato, oppure anche i pinguini possono correre le maratone. Chissà. Certo con i suoi tempi, ma ce la fa lo stesso. Va. Guarda avanti. Continua. Un passo dietro l'altro. Alla partenza le gambe erano riposate, non ho corso durante la settimana, ho fatto due uscite con la “Jaune”, la bici da corsa, che mi hanno rigenerata, ho preso tanto sole, che ho conservato per la corsa di ieri. Non ero certa se dopo 7 settimane sarei stata in grado di portare a termine un'altra maratona, forse troppo presto diceva qualcuno. I soliti gufi? Ma le mie gambe, nonostante tutto sono forti e allenate, e hanno funzionato a dovere, rispondendo prontamente alle mie richieste.
il cuore e il respiro
Questa volta il mio cuoricino ha fatto miracoli, non mi ha abbandonata durante la salita a Duino, ha tenuto durante gli ultimi chilometri pianeggianti dove davvero in certi momenti ho dovuto chiedergli tanto, tantissimo. Lui voleva tregua, ma non era al limite, quindi gli dicevo aspetta, tanto fra poco arriviamo, tieni duro. Qui veniva ad aiutarlo il respiro, gli faceva avere più benzina e lo calmava. Il respiro anche lui ha collaborato, non mi ha abbandonata, e assieme al cuore ha fatto una grande prestazione. Sempre attento, sempre pronto a stare dietro alle variazioni di ritmo. Alla fine l'ottimo team-work gambe-cuore-respiro con la supervisione della testa ha raggiunto la prestazione ottimale facendomi fare uno sprint finale da “vera” atleta.
il pensiero e la tenacia
Correndo la polvere scivola via, la mente si libera ed è un continuo scoprire ricordi, pensieri, emozioni. Niente di più vero.
All'inizio della maratona la mia mente funziona solo parzialmente, è impegnata a pensare ai tempi, al ritmo, distratta da chi mi corre accanto, davanti, dietro, chi mi supera, mi saluta; ascolta stralci di conversazioni di altri maratoneti, si chiede come andrà a finire. I primi chilometri sono veloci, passano in fretta perché il fisico è fresco, riposato. Purtroppo sbaglio proprio qui, non rallento: non dò peso al pensiero che quei pochi secondi in più nei primi chilometri significano un rallentamento alla fine. Pensavo, che differenza farà... sono pochi... Invece così è stato! Da 5,38 a 6,20 il delta è notevole, e so benissimo che avrei dovuto essere più fredda, rigida con me stessa e impormi un ritmo adeguato. Me ne rendo conto al 16° km, ma ormai il danno è fatto. Arrivo alla mezza con i soliti tempi, mi impegno ad affrontare una salita che sembra interminabile, arrivo al 30° regolarmente, non ho perso troppo tempo, ma comunque avverto il rallentamento. Non mi perdo d'animo, non me ne curo troppo, sono arrivata fino qui, ora devo concludere, penso.
Ho corso completamente sola per almeno 15 chilometri, non saprei dire cosa sia successo, sono andata “in loop”, so di aver pensato molto alla mia vita, alle mie scelte, al mio passato.. ma non saprei in questo momento riportare neppure uno di questi pensieri, che però mi hanno sostenuta per tanto tempo e sono stati un efficace stimolo per continuare. Dal 35° comincio a vedere altri maratoneti, fermi per crampi, crolli, stanchezza... in questi momenti si, sono stanca, il corpo urla, ma mi sento forte, mi dico che non mi sono mai fermata, mi dico che sono brava, ringrazio la mia costanza negli allenamenti, ringrazio le mie gambe che non cedono, penso alle corse in bici, alle vasche a nuoto... penso che sono state quelle ad aiutarmi. La fine della discesa. L'inizio della vera maratona. 36... 38... 40... la fine è vicina, 41... 42... Piazza Unità è affollata, sento il mio nome chiamato più volte... riconosco alcune persone, sorrido ad altre... il blu del rettilineo finale mi ispira una grande forza, tiro fuori una grinta che non sapevo di avere accelero per lo sprint finale e sfodero il sorriso che avevo promesso a tutti. Ho finito la maratona con le mie gambe, e con PB. Concludo con il titolo del post, un commento di Flavio alla mia foto: al di là del tempo, la gioia.
Un pensiero a chi la vita non permette di correre
Un pensiero a chi mi ha aiutata ad arrivare fino qui.
Ringraziamenti doverosi
- le amiche e gli amici di corsa che mi stanno sempre vicino, anche quando tiro fuori le solite storie che sono lenta, che sono sola, che sono... e mi mandano cordialmente a quel paese (e fanno bene). Non li nomino perché potrei lasciarne fuori alcuni e non voglio fare torti...
- il podista, grande atleta e persone, che mi ha tirata negli ultimi 3 chilometri che è stato capace di spronarmi e di incitarmi nel momento più difficile della gara
- le amiche e gli amici di corsa che mi stanno sempre vicino, anche quando tiro fuori le solite storie che sono lenta, che sono sola, che sono... e mi mandano cordialmente a quel paese (e fanno bene). Non li nomino perché potrei lasciarne fuori alcuni e non voglio fare torti...
- il podista, grande atleta e persone, che mi ha tirata negli ultimi 3 chilometri che è stato capace di spronarmi e di incitarmi nel momento più difficile della gara
sabato 1 maggio 2010
waiting for--Trieste, Maratona d'Europa. 62F
Con un giorno di anticipo pubblico oggi il mio primo post.
L'attesa e l'ansia per la maratona che correrò domani sono forti. E' la vigilia della mia terza maratona, un'avventura iniziata (quasi per caso) lo scorso novembre a Firenze, che si è ripetuta (non per caso) a Treviso, poco più di un mese fa.
Leggere ieri la cronaca delle "sedicenti podiste" italiane a Londra (split negativo, con enorme delta rispetto al passaggio alla mezza...) mi ha da un lato delusa sia come atleta e maratoneta, sia come italiana, ma allo stesso tempo ha rinnovato la percezione di quanto sia importante correre la maratona, concluderla senza sconti senza imbrogli e portare con fierezza una medaglia più che meritata. Con la coscienza a posto e sicura di poterla indossare senza offendere nessuno, dal top runner a chi (come me) corre per passione.
Domani?
- non ripetere gli errori fatti nelle maratone precedenti a livello di idratazione e alimentazione;
- cercare di correre con serenità, e soprattutto di portare con me il sorriso, da sfoderare al momento giusto;
- non cercare prestazioni in termini di tempo:
- correre seguendo e rispettando fedelmente la strategia studiata
I miei allenamenti sono stati molto personalizzati, dopo Treviso ho corso quando potevo, come potevo, quando riuscivo, impossibile seguire una tabella, seppur minima. Invece di correre regolarmente, ho accumulato chilometri in un numero minore di uscite a causa di impegni, lavoro, priorità da rispettare, e non ultima, qualche caduta nella motivazione. E diversamente dal solito ho fatto cross training, nuoto (soprattutto) e ciclismo (recentemente).
Sarà una giornata di festa, in compagnia dei tanti amici e amiche che ho incontrato durante questi ultimi mesi di grandi cambiamenti nella mia vita podistica soprattutto.
In bocca al lupo a Valentina che correrà la maratona per la prima volta! e naturalmente a tutti gli altri che non nomino per paura di lasciarne fuori alcuni...
Un pensiero a chi la vita impedisce di correre, e non solo la maratona.
Un pensiero a chi mi ha aiutata ad arrivare fino qui.
mercoledì 28 aprile 2010
work in progress
i-run
doublea
entrambe le espressioni mi rappresentano. Perché? Chi mi conosce lo sa! La spiegazione completa al primo post ufficiale, dopo il 2 maggio.
domenica 25 aprile 2010
momenti di corsa
...bolle d'aria in una vita in apnea.
martedì 20 aprile 2010
bolle
...sott'acqua e vedere il mondo capovolto, non averne paura e risalire.
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